mercoledì 25 aprile 2012

Una brutta faccenda.

La cosa che oggi ci ha davvero contrariato è che probabilmente il nostro paese è stato l’unico in cui la lapide che ricorda i caduti della lotta di Liberazione è rimasta spoglia.
Non era mai accaduto.
E' stata una grave mancanza, anche dal punto di vista del solo rispetto umano.
Non vogliamo cercare di “chi è la colpa”, forse anche noi avremmo dovuto attivarci.
Pensavamo, però, che qualcuno  (in particolare, gli esponenti istituzionali e politici - tutti, nessuno escluso - che forse pensano di più alla campagna elettorale) avrebbe provveduto: ciò non è accaduto e ciò ci offende profondamente e ci rattrista.
Anche questo è un segno dei tempi rovinosi che stiamo vivendo.
Davvero la politica deve fare una profonda revisione.
Comunque, da ora in poi ci penserà la Società (anche per il IV novembre e per i caduti di tutte le guerre): sono memorie nostre, memorie che ci appartengono; sono la testimonianza del nostro contributo alla storia d’Italia, dell’impegno civile della nostra gente (i nòster) e fanno parte del vissuto individuale, famigliare e sociale di tutti noi.
E, soprattutto, devono essere condivise con tutti, con chi non c'era e con chi è arrivato dopo.
Nulla andrà perduto o dimenticato.
Garantito!